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Catania

Catania: messaggio di saluto e ringraziamento di Mons. Barbaro Scionti

In questo giorno che segna la conclusione del mio ventennale servizio ministeriale di parroco – procuratore della Basilica Cattedrale di Sant’Agata, desidero esprimere gioia grata alla bontà di Dio, alla sua Santa
Madre ed alla Chiesa per quanto ho ricevuto e vissuto in questi due decenni.
La stessa gioia grata, con tanta commozione, esprimo nei confronti di Sant’Agata che mi ha voluto, sostenuto e amato attraverso il ministero episcopale di Mons. Salvatore Gristina che il 28 giugno 2006, sull’Etna, nei
pressi del rifugio Sapienza mi chiamava ad assumere il compito delicato, complicato ed insigne di Parroco della Cattedrale di Catania.
A S.E.R. Mons. Luigi Renna, amato Arcivescovo, la gioiosa gratitudine per la costante e bella sintonia e condivisione che ha contraddistinto questi ultimi anni nel servizio alla Cattedrale, a Sant’Agata ed al suo
Popolo.
Un grande grazie va ai tanti “amici” che la provvidenza non mi ha fatto mai mancare nell’esercizio delle mie funzioni e soprattutto nei momenti difficili che non sono mancati e poi sono sempre stati superati.
Sentimenti di gratitudine e stima desidero esprimere a S. E. il Prefetto di Catania, Dott. Pietro Signoriello, al Signor Sindaco, Avv. Enrico Trantino (con la sua bella famiglia) ed ai suoi assessori, al Signor
Presidente del Consiglio comunale, Dott. Sebastiano Anastasi ed attraverso di lui ai consiglieri comunali, al Signor Questore, Dott. Giuseppe Bellassai, ai Signori Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia
di Finanza, i Gen. Salvatore Altavilla e Marco Filipponi, al Signor Comandante della Guardia Costiera, Contrammiraglio Raffaele Macauda, dei Vigili del Fuoco, Ing. Felice Iracà e della Polizia Locale, Dott. Diego
Peruga. Attraverso di loro esprimo gratitudine ai loro predecessori ed anche alle donne ed agli uomini delle forze dell’ordine ed agli altri responsabili dei diversi settori della pubblica amministrazione e delle
forze dell’ordine (con un particolare pensiero al comandante attuale della Compagnia CC di piazza Dante, Magg. Matteo Alborghetti ed ai suoi altrettanto ottimi predecessori) che ho conosciuto e stimato e con i quali
ho tanto bene collaborato soprattutto partecipando agli incontri del comitato provinciale ordine e sicurezza in vista delle celebrazioni agatine.
Un grazie deferente anche alle autorità accademiche dell’Università degli Studi di Catania e della magistratura che ho accolto tante volte nella nostra Cattedrale.
Al Presidente, dott. Carmelo Grasso, con affetto particolare, ed a tutto il comitato per la festa di Sant’Agata, grazie per avere ascoltato e spesso accolte le mie osservazioni e istanze. So bene di essere stato
esigente. Non ne sono pentito. Si lavora per il bene del popolo di Sant’Agata ed il confronto è fondamentale, i frutti verranno a suo tempo.
Attraverso di voi la mia gratitudine a chi vi ha preceduto.
Il comitato per il premio Sant’Agata per la fede, per la speranza e per la carità, ultimo nato per volere del nostro Arcivescovo, mi ha visto collaborare con vero spirito di amicizia e profonda sinergia pastorale con
personaggi “belli” e significativi delle nostre istituzioni che lavorano con gioioso impegno alla ricerca di persone e fatti della nostra terra che testimoniano bellezza e bontà. Un affettuoso grazie al presidente, il
prefetto emerito dott.ssa Maria Carmela Librizzi e attraverso di lei a tutte le carissime persone del comitato.
Al grande e variegato mondo della comunicazione mi hanno iniziato i due ottimi addetti stampa della Cattedrale, Prof. Marco Pappalardo e Dott. Giacomo Scuderi, che in questi anni si sono succeduti accanto a me con gratuita ed encomiabile professionalità. Con il loro insostituibile aiuto ho incontrato belle persone, buoni cristiani e amici, giornalisti che rimarranno ormai parte della mia vita. Gli eventi agatini sono partecipati con attenzione dal mondo dei media e la loro autentica professionalità è certamente un grande servizio al bene comune. Volentieri e con gioia posso testimoniare che in tanti sono stati veri e seri protagonisti di un cammino i cui frutti sono sotto gli occhi di tutti.
Tutti, ed in tutti gli ambienti istituzionali e professionali, mi hanno sempre mostrato comprensione e stima ma soprattutto hanno avuto attenta benevolenza nei confronti del popolo di Sant’Agata.
E proprio al popolo di Sant’Agata desidero dire un grande grazie perché mi ha dato la possibilità di conoscere, incontrare ed onorare la nostra amatissima Santa Patrona. Se ho conosciuto, apprezzato e amato la testimonianza di SANT’AGATA lo devo al suo popolo che ho ammirato nei momenti più feriali e nei giorni di festa. I volti della primissima mattinata del 4 febbraio, come i tanti volti dei devoti col sacco e senza sacco che ho incrociato in questi anni, in diverse circostanze, rimarranno per sempre impressi, in modo indelebile, nei miei ricordi. Un popolo in grande maggioranza buono e disponibile ma esposto al vento della umana
arroganza di chi cerca sempre occasioni e situazioni per provare ad imporre consuetudini che nulla hanno a che fare col Vangelo e la sana tradizione. Il popolo di Sant’Agata, quello autentico, merita rispetto e
carità pastorale!

Di questo grande popolo fanno parte (e sono solo una piccola porzione) la maggior parte delle tante persone che mi sono state accanto nei vari servizi di cui la nostra Cattedrale ha necessità per accogliere, celebrare e assicurare per tutti ordine e sicurezza. Sono davvero tante le persone e rischio qualche dimenticanza che vorrete perdonare.
Il Maestro del fercolo di Sant’Agata, Claudio Consoli, è stato per me un compagno di viaggio, un figlio nella fede, un amico fedele ed un consigliere, a volte meravigliosamente intransigente. Attraverso di lui
ringrazio anche coloro che lo hanno preceduto nello stesso compito durante il mio mandato.
Con il “capomastro” dico grazie ai tanti, tra responsabili e collaboratori, che nel tempo si sono spesi per essere ponte, e mai muro, attraverso il quale tutti potessero accostarsi a Sant’Agata.
Al responsabile del Servizio accoglienza, Salvatore Impellizzeri e del cerimoniale civile, Avv. Sebastiano Gazzo, con i capi squadra e tutti i volontari rimango sempre molto grato: nel cammino hanno imparato ad
accogliere i fedeli e le autorità, custodire la solennità dei riti e delle celebrazioni, fare rispettare le norme di sicurezza di concerto con le autorità di pubblica sicurezza. Spesso additati malamente non hanno
mancato di perseverare, sempre nella totale gratuità, condita dai richiami non sempre piacevoli del parroco. Un primo e soddisfacente frutto: poliziotti, carabinieri e finanzieri oggi sono amici con i quali si collabora
per il bene comune. Inoltre si è realizzata una bella sinergia anche con altre realtà di volontariato spesso presenti e operanti in Cattedrale in diverse occasioni: ANC, ANPS, ANFI, MASCI e CISOM.
Con le Associazioni agatine e gli Amici del Rosario abbiamo intrapreso un cammino di rinnovamento, che voluto dal nostro Arcivescovo e condiviso da noi sacerdoti che ne portiamo la responsabilità
pastorale, tende alla crescita della vita spirituale, alla formazione cristiana ed alla missione e animazione cristiana della festa della Santa Patrona. È un impegno irrinunciabile, pena il tradimento dell’iniziale progetto voluto dal Beato Card. Dusmet. Il ministero sacerdotale non cerca consensi e simpatie è piuttosto indirizzato ad educare alla vita buona del Vangelo, anche se costa impopolarità, non importa! La strada continua e dal
profondo del cuore auguro a tutti, proprio a tutti, ogni bene nell’amicizia devota a Sant’Agata e nell’amicizia obbediente al Vescovo nella nostra Chiesa di Catania.
Un saluto sincero ed un augurio di bene riservo anche al mondo delle candelore, le associazioni ed i portatori. È un mondo che non può non piacere con le sue musiche, i suoi colori, le danze e tanta presenza
popolare, ma non possiamo dimenticare che la devozione autentica è sempre gratuita, senza interessi di parte e pronta alla collaborazione con le istituzioni civili e religiose anche quando costa sacrificio. Allora anche la goliardia diventa cosa bella, cristiana e portatrice di vera gioia e di bene.
Alle volontarie della Sacrestia che si sono occupate del necessario per le celebrazioni liturgiche e l’accoglienza dei preti e dei diaconi va tanta gratitudine. Grazie al servizio encomiabile di Maria Messina dell’Ordo virginum: biancheria pulita e profumata non è mai mancata!
La presenza delle religiose è stata soprattutto nel primo decennio e poco più un gran bel dono: Pie Discepole, Sorelle Francescane del Vangelo e Suore del Bell’Amore sono state non soltanto un servizio valido ed ineccepibile ma soprattutto una testimonianza concreta al servizio della gente, animatrici di spiritualità secondo i diversi carismi. Rimangono oggi le Sorelle francescane alle quali va un saluto grato e affettuoso. Cosi saluto anche le Monache Benedettine, claustrali che nel territorio parrocchiale, dedicano la loro vita alla preghiera di adorazione ed hanno grande attenzione al popolo di Sant’Agata.
Il gruppo dei lettori e dei ministranti non hanno fatto mancare impegno ministeriale e collaborazione nella gestione dei tempi di preparazione soprattutto da parte di chi ne ha portato il peso della
responsabilità (penso a Sebastiano Leonardi e Giovanni Crisafulli). Grazie alla Cappella musicale agatina con il suo Maestro, P. Francesco La Vecchia OP, e attraverso di lui a chi lo ha preceduto, ed ai numerosi ottimi cantori, all’organista del Duomo, il M° Piero Figura, che ha fatto vibrare egregiamente le note del nostro organo monumentale conferendo grande dignità e solennità ogni domenica e alle tante liturgie
della nostra Basilica. Grazie anche a cantori e organisti che hanno preso la responsabilità delle liturgie domenicali e festive a servizio della tanta gente che partecipa alle messe domenicali. Abbiamo collaborato con gioia e fatica sotto la spinta del nostro Arcivescovo e del suo Cerimoniere, ricordando le parole di Sant’Agostino (chi canta prega due volte) e di don Primo Mazzolari fatta sue da San Paolo VI (un popolo che non canta o ha perso la fede o sta per perderla).

Il personale è essenziale per la vita della Cattedrale che non ha una comunità stabile che la abita, la frequenta e la rende viva. Grazie alla responsabile della segreteria, dott.ssa Concetta Zingano (voluta bene da tutti, dal braccino corto nella gestione economica, lavora intensamente muovendosi con disinvoltura tra le diverse anime della Cattedrale e del mondo delle istituzioni quasi fosse un vicario parrocchiale\generale) ed ai sacristi Daniele Kevaldeo Bissoo e Luigi Musumeci per il significativo e indispensabile impegno lavorativo e per l’amore ed i sacrifici profusi in questi anni.
Con il Consiglio per gli affari economici abbiamo sempre attenzionato che la serenità della relazione con i lavoratori stabili e temporanei avesse come punto irrinunciabile la regolarizzazione del
rapporto secondo le leggi dello stato e le norme contrattuali che ne derivano. Sono stati pagati regolarmente gli stipendi, sono state pagate le tasse, anche quelle che riguardano gli immobili di proprietà dell’Ente
Cattedrale. Grazie alla provvidenza che non ha fatto mai mancare nulla, anche quando si è stati ingiustamente caricati di spese oltre misura, si è potuto provvedere alla ordinaria gestione della fabbrica, alle assicurazioni sui volontari ed alle necessità della vita pastorale. Per questo sento il
dovere di ringraziare i componenti del CAE, i volontari dell’associazione Sant’Agata nel mondo che gestiscono il tavolo vetrina degli oggetti religiosi e gli altri volontari che hanno collaborato con l’amministrazione
per le celebrazioni agatine. L’impegno costante, generoso e gratuito di tutti ha permesso una gestione complessa ma efficace e trasparente.
Per un lungo periodo un gruppo di giovani, adesso universitarie, si è occupato della gestione delle visite guidate; frutto della bella esperienza del progetto alternanza scuola – lavoro, voluto e molto ben gestito dalla
responsabile della nostra segreteria. Grazie a loro che hanno animato con la loro giovialità la vita della nostra Cattedrale. Oggi questo servizio è reso da “ARTECCLESIAE CATANIA” che da alcuni mesi ha iniziato un nuovo articolato servizio di accoglienza per i turisti che riguarda anche le altre chiese del centro storico. Anche a loro, ultimi arrivati in Cattedrale, la mia gratitudine e l’augurio di accogliere i turisti per proporre loro la bellezza della nostra tradizione di fede e devozione.
All’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme al quale appartengo ed al Sovrano Militare Ordine di Malta, che mi ha voluto insignire di una speciale onorificenza unitamente ai cavalieri e dame dell’Ordine Pontificio di San Gregorio Magno il mio deferente saluto e ringraziamento.
Grazie al Capitolo dei Canonici della Cattedrale di cui sono parte da onorario. Al Priore ed al Decano la mia gratitudine e l’augurio di ogni bene.
Infine un grazie speciale ai carissimi confratelli che in questi anni mi hanno accompagnato, consigliato, rasserenato nei momenti difficili. In particolare, non posso non menzionare, Don Pasquale Munzone, dalla
prima ora e dono del mio predecessore, don Giuseppe Maieli, che si è aggiunto subito dopo per un bel tratto di strada, amici fedeli e compagni di viaggio fidati con i quali abbiamo condiviso le gioie e le ansie del
cammino pastorale, sempre a servizio della significativa vita liturgica della nostra Cattedrale (quante notti agatine ci hanno visti a vegliare e vigilare perché tutto procedesse per il meglio!); ci siamo sostenuti
reciprocamente nelle difficoltà, senza mai essere un cerchio chiuso ed esclusivo. Se fossimo stati più numerosi avremmo certamente fatto di più e meglio, soprattutto al servizio del popolo di Sant’Agata. Grazie anche al Penitenziere, mons. Vincenzo Algeri, ai preti confessori e a chi, come don Gaetano Sciuto, è venuto in aiuto per le diverse occasioni di maggiore necessità, al Vicario parrocchiale, don Nunzio Schilirò ed a quanti prima di lui hanno esercitato questo ministero. Grazie anche alla comunità del Seminario, al rettore don Salvatore Cubito (che qui esercita il ministero domenicale) i superiori e gli alunni, ed alla scuola per i Ministeri ed il Diaconato permanente. Al carissimo Emanuele Nicotra (seminarista) che cammina, grazie a Dio ed a Sant’Agata, verso il sacerdozio la Cattedrale ed io personalmente siamo grati per la profonda e attenta carità pastorale testimoniata.
A Mons. Vicario generale, don Vincenzo Branchina e attraverso di lui a quanti lo hanno preceduto, la mia gratitudine per avere sempre trovato accoglienza, consiglio ed incoraggiamento ad andare avanti. Attraverso il Vicario generale rivolgo poi un saluto alla direttrice ed al personale del museo diocesano ed ai laici e sacerdoti di curia grato per gli inevitabili variegati rapporti di buon vicinato che hanno caratterizzato questi lunghi anni.
L’ultimo grazie lo rivolgo a tante persone che dal cielo oggi ci guardano. In questi anni purtroppo sono stati in tanti ad essere mancati spesso per gravi malattie e così mentre ricordo mio papà, che proprio in
questa canonica ha concluso i suoi giorni, ricordo con grato affetto il carissimo Alfredo Guglielmino col quale abbiamo iniziato a dare ordine alla gestione amministrativa, e poi Paolo Lazzara, Antonio Marchese,
Luciano Zoda, mons. Gaetano Zito.
In questi tempi in cui si è diffusa la notizia del mio prossimo trasferimento sono stato inaspettatamente travolto da una benevolenza che va molto oltre ogni legittima aspettativa, mi sono giunti messaggi
ricchi di stima e affetto che mi commuovono e mi incoraggiano per il futuro che mi attende. Non sapevo e non credevo di avere così tanti amici che mi vogliono bene! Considero tutto ciò un dono speciale di Sant’Agata ed una carezza della Madre di Dio! Alle centinaia di messaggi che mi sono
giunti attraverso mail e social non so se sarò capace di rispondere, intanto mi rivolgo a loro attraverso questo scritto: molte grazie per le espressioni di stima e di affetto nei miei confronti, ritorno al mio primo ed unico amore, la Parrocchia!
In tanti mi hanno domandato: sei contento? Sei stato degradato? Ho risposto: sono contento! Contento di andare e se mi fosse stato chiesto anche di rimanere. Sono contento di fare la volontà di Dio perché, ne sono
certo, è per ogni cristiano e per un prete in particolare, la strada unica che conduce alla felicità intima e autentica di cui tutti abbiamo bisogno. L’obbedienza promessa nelle mani dell’Arcivescovo, Mons. Luigi
Bommarito, il 14 settembre 1990, mi ha sempre condotto per vie che, se non sempre mi hanno assicurato assoluta tranquillità, tuttavia hanno reso sereno e felice il mio animo e mi hanno confermato l’autenticità della mia vocazione.
Questi sentimenti mi hanno condotto a Tremestieri Etneo (1989\2000), a Pedara (2000\2006) a Catania (2006\2026). Con gli stessi sentimenti vado a Mascalucia, Città di Maria (tre santuari mariani) sotto la protezione del giovane martire San Vito.
E’ il tempo delle consegne al mio successore, Don Salvatore Alì al quale va il mio augurio, il mio affetto, il mio rispetto di canonico onorario della Cattedrale: sono certo che farà molto bene con la collaborazione di quanti continueranno nel servizio e di quanti si aggiungeranno. Il prossimo 6 ottobre si insedierà con la benedizione dell’Arcivescovo. Il mio ministero si conclude definitivamente con questa celebrazione
eucaristica di ringraziamento e di saluto che presiedo. Alcuni giorni di riposo e poi farò ingresso nelle due parrocchie di Mascalucia, Chiesa Madre – Santuario Santa Maria della Consolazione e San Vito, dove
l’Arcivescovo mi accompagnerà alle ore 18,30 di domenica 11 ottobre, festa di San Giovanni XXIII, Papa.
Con immenso affetto, grato e riconoscente alla bontà di Dio, a Maria, a Sant’Agata ed al suo popolo, saluto tutti voi con la mia sacerdotale benedizione.

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