Cultura

Vittorio Benussi: 100 Anni di Psicologia a Padova e in Italia

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Vittorio Benussi

Iniziava  cento anni fa l’avventura della Psicologia in Italia ed esattamente era il maggio del 1919 quando Vittorio Benussi aprì la strada a quella che sarebbe diventata, a partire dal 1922, la prima cattedra in studi psicologici. Per la ricorrenza l’Università di Padova ha organizzato convegni ed eventi ufficiali. L’ultimo di questi eventi è stata la giornata di studi intitolata  Cento anni di psicologia a Padova e in Italia: riflessioni sul passato, sul presente e sul futuro, che si è tenuta  sabato 7 dicembre, a chiusura di un anno di celebrazioni. Gli inizi della scuola di Psicologia, comunque, non furono facilissimi, era il periodo in cui la materia veniva vista  ancora con una certa diffidenza e inizialmente non furono in tanti  ad accostarsi  al sapere accademico. Molto del merito della diffusione della disciplina spetta proprio a Vittorio Benussi,  un triestino che fino all’anno prima aveva lavorato a Graz, e che era piuttosto felice di trasferirsi a Padova, essendo quello il periodo del crollo dell’impero austroungarico. In quel periodo era già uno scienziato ben conosciuto per via dei suoi studi, e quindi era senz’altro l’uomo giusto per dare il via a  questo nuovo insegnamento. Benussi lavora a Padova fino al 1927, e la sua fortuna è quella di avere intorno a se alcuni allievi di un certo spessore culturale come Cesare Musatti, che diventerà il più famoso psicanalista italiano degli anni Novanta.

Oggi la situazione è profondamente cambiata, e grazie anche al lavoro di questi primi pionieri della disciplina, l’università di Padova è stata riconosciuta la prima in Italia e tra le prime al mondo da un aggiornamento del ranking di qualità degli atenei stilato dall’agenzia privata inglese Times Higher Education . Un risultato notevole, sottolineato dai tanti studenti che decidono di seguire questa disciplina  e che renderebbero orgoglioso lo stesso Benussi che, invece, dovette  tenere  la sua prima lezione di fronte a un numero davvero esiguo di studenti.