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Trasporti in ginocchio al Sud: scattato il fermo dei Tir. Rischi per carburanti e supermercati

È scattata ufficialmente alla mezzanotte di venerdì 16 ottobre la protesta degli autotrasportatori nel Mezzogiorno. Un fermo nazionale a macchia d’olio che punta il dito contro l’impennata dei costi del carburante e il generale aumento delle spese di gestione che stanno mettendo a dura prova la tenuta economica delle imprese di logistica.

La mobilitazione sta assumendo forme e tempistiche differenti a seconda delle regioni e delle organizzazioni di categoria coinvolte:

  • Sicilia e Calabria: È stato proclamato uno stop di 120 ore, previsto da oggi fino alla mezzanotte di martedì 20 ottobre (con alcune rappresentanze territoriali che non escludono prolungamenti fino al 22). Gli autotrasportatori hanno organizzato presidi nei punti nevralgici della rete viaria: varchi portuali, caselli e nodi autostradali. I promotori hanno precisato che non ci saranno blocchi al traffico automobilistico privato, ma i mezzi pesanti resteranno fermi nei piazzali e negli snodi logistici per impedire la movimentazione delle merci.
  • Puglia e Basilicata: Nelle due regioni le proteste e i presidi spontanei andavano avanti già da diversi giorni, generando forti rallentamenti alla rete distributiva.

L’impatto della mobilitazione comincia già a farsi sentire sulla catena di approvvigionamento:

  1. Rifornimento di benzina e diesel: Si segnalano i primi distributori di carburante a secco, in particolare in Calabria (con criticità nel Cosentino), Puglia e Basilicata, a causa dei ritardi nelle consegne dai depositi.
  2. Grande distribuzione e e-commerce: Il rallentamento delle merci minaccia la tenuta delle scorte nei supermercati, con il rischio di carenze sui beni di prima necessità e ritardi nelle consegne del commercio elettronico.

Per cercare di disinnescare la vertenza e trovare una mediazione sui costi del settore, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha convocato le associazioni di categoria per un tavolo di confronto programmato per il prossimo 27 ottobre. Nel frattempo, l’attenzione resta alta sui principali snodi marittimi e stradali dell’isola e del Sud Italia per valutarne le ripercussioni quotidiane sui cittadini.

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