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L’Italia compie 160 anni

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Il ministro Dario Franceschini: “160 anni nel nome di Dante”

Il 17 marzo ricorre l’anniversario dell’Unità d’Italia, dal giorno della proclamazione del Regno d’Italia sono trascorsi esattamente 160 anni. Si tratta di una data fondamentale sia per le difficoltà che il processo di unificazione incontrò nel XIX secolo, sia per il ritardo storico con il quale si costituì lo stato nazionale in Italia.

Ma la domanda che molti si pongono è: perché festeggiare? La risposta è molto semplice: L’Italia, senza l’Unità, non sarebbe entrata nel mondo moderno, ma sarebbe rimasta frammentata in piccoli staterelli senza alcun peso politico. Era il 17 marzo 1861 quando il re Vittorio Emanuele II divenne il primo Re d’Italia con la promulgazione della legge n. 4671 del Regno di Sardegna. Torino divenne la prima capitale del Regno d’Italia dal 1861 al 1865.

Il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, intervenendo alle celebrazioni per la ricorrenza dei 160 anni dall’Unità d’Italia organizzate dal Museo nazionale del Risorgimento di Torino, dichiara: “La celebrazione dei seicento anni dalla nascita di Dante Alighieri fu la prima, vera grande ricorrenza unitaria: nel 1865, ad appena quattro anni di distanza dalla proclamazione del Regno d’Italia, sorsero ovunque monumenti dedicati al Sommo Poeta. Dante, dopo secoli di dimenticanza, fu immediatamente sentito come un potente simbolo identitario e come tale fu ricordato. Oggi, a 160 anni dall’Unità d’Italia, celebriamo i settecento anni dalla morte di Dante, nel nome dell’universalità della sua prosa e dei suoi versi che sono tradotti, amati e celebrati con tante iniziative in tutto il mondo: Dante è l’unità del Paese, Dante è la lingua italiana, Dante è l’idea stessa di Italia”.