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L’Inferno di Dante prende vita nei siti del Parco Archeologico di Tindari: un viaggio suggestivo tra mito, storia e versi immortali

I siti del Parco Archeologico di Tindari si trasformeranno per un mese nei gironi dell’Inferno di Dante, per un’esperienza culturale e sensoriale senza precedenti. L’iniziativa è ufficialmente partita nei giorni scorsi, coinvolgendo il sito paleontologico di Acquedolci, la Riserva Naturale Orientata dei Laghetti di Marinello, l’area archeologica di Tindari e il sito di Alesa Arconidea (Tusa), dove hanno preso vita le prime suggestive letture dantesche. Il progetto, incentrato sui canti della Divina Commedia, coinvolgerà tappe archeologiche e naturalistiche, tracciando una vera e propria mappa della catarsi e del mito attraverso la poesia dantesca. L’intera rassegna si fregia, inoltre, del prestigioso patrocinio della Società Dante Alighieri, l’istituzione che promuove la lingua e la cultura italiane nel mondo dal 1889.

il Direttore del Parco Archeologico di Tindari, arch. Giuseppe Natoli, ha sottolineato la rilevanza dell’operazione per la valorizzazione del territorio: «Tra i fini primari del nostro Ente vi è l’incremento di tutte le azioni volte a favorire la piena conoscenza, la valorizzazione e la fruizione dello straordinario patrimonio del Parco. Questo progetto dantesco non è soltanto un evento spettacolare, ma rappresenta una fondamentale iniziativa di promozione e comunicazione sinergica, strutturata per stimolare lo sviluppo delle nostre risorse. Far dialogare la monumentale bellezza della storia antica con la potenza della letteratura permette di assicurare una fruizione ad altissimo valore sociale per l’intera comunità».

Grande entusiasmo per il debutto dell’iniziativa è stato espresso dalla direttrice artistica Anna Ricciardi: «L’idea di esplorare le varie sfaccettature sceniche dei siti con gli immaginifici versi dell’Inferno di Dante oggi prende vita con la presenza e la voce degli attori protagonisti dei Canti. Proprio Edoardo Siravo, da anni protagonista di molti eventi tenutisi per il Dantedì, ha aperto questo nuovo progetto culturale. Si esploreranno i vizi, le pene, le colpe attraverso quei personaggi della mitologia e della storia classica che Dante descrive già nel 1300 in modo straordinariamente cinematografico».

Il regista Salvo Presti ha voluto mettere in luce il profondo valore civile e spirituale della messinscena, spiegando la centralità del Sommo Poeta nel nostro tempo: «Dante rappresenta una vera e propria bussola, un punto di contatto unico tra il visibile e l’invisibile. Oggi, farsi guidare dai suoi versi in luoghi di assoluta bellezza e ricchi di vestigia classiche, come i siti del Parco Archeologico di Tindari, significa intraprendere un cammino necessario: quello per recuperare una geografia dell’anima in mezzo ai tempi di ferocia dell’uomo che purtroppo stiamo attraversando».

Le suggestive scenografie naturali della Sicilia antica diventeranno lo sfondo ideale per l’immaginario dantesco. Dopo l’avvio ad Acquedolci, Marinello, Tindari e Tusa, il viaggio agli inferi proseguirà toccando la Villa San Biagio a Terme Vigliatore, l’Antiquarium di Milazzo, la Villa Romana di Patti, Apollonia (San Fratello), le Terme di Bagnoli a Capo d’Orlando, Tripi Abakainon e Gioiosa Guardia. Sotto la regia di Salvo Presti e l’ideazione di Anna Ricciardi, si alternerà un cast di attori di straordinario spessore. Oltre al già citato Edoardo Siravo, presteranno la loro voce e il loro talento interpretativo Cinzia Maccagnano, Gabriella Casali, Roberto Burgio, Viviana Lombardo, Alessandro Romano e Andrea Tidona.

La straordinaria potenza di queste performance live non andrà perduta: l’intero ciclo di letture sarà infatti condensato in un lungometraggio. La pellicola verrà presentata ufficialmente nei

prossimi mesi e sarà proposta alle scuole del territorio in occasione del Dantedì, trasformando questo cammino poetico in un prezioso strumento didattico e di memoria per le giovani generazioni.

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