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Il vescovo Raspanti in videoconferenza per ricordare i 70 anni dell’Europa

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Sono trascorsi 70 anni dal 9 maggio 1950 quando la dichiarazione e l’audacia di Schuman permisero di
trasformare l’acciaio e il carbone da strumenti di guerra a strumenti di pace e di giustizia, senza limitare la
sovranità di ogni stato.
Mons. A. Raspanti, vescovo di Acireale e vice presidente della CEI, ospite in una videoconferenza con oltre
200 partecipanti, ha partecipato a questa ricorrenza con puntuali e precisi spunti di riflessione su un’Europa
nata e costituita con tanto entusiasmo, però oggi coinvolta in una crisi non solo sanitaria, ma causata anche dal non giusto riconoscimento che si ha verso la memoria storica, che va alimentata per consolidare il presente e costruire un futuro migliore per tutti.
Durante l’ evento, moderato dalla dott.ssa Marta Ferrantelli, responsabile Europe Direct Trapani, Ufficio
territoriale della Commissione Europea, gli intervenuti hanno ribadito più volte la solidarietà e sostenibilità
quali valori principali e fondanti di un’Europa che deve sviluppare politiche di coesione e di sostenibilità.
Questo preciso momento storico, l’emergenza pandemica Covid-19, ha messo a dura prova i valori
comunitari, determinati dall’esigenza di superare le difficoltà causate dal conflitto delle guerre mondiali e
dei regni totalitaristici. “La volontà di cooperare insieme – afferma la dott.ssa Ferrantelli – è fondamentale
per costruire ed alleviare lo scontro tra le difficoltà economiche degli stati europei e il sentirsi cittadini
europei, in un villaggio ormai globale, l’Europa”, nella quale il “mercato comune”, la “libera circolazione” e
la moneta unica hanno segnato una svolta.
La partecipazione attiva supera ed oltrepassa il blocco culturale e attraverso l’impegno e la serietà dei
cittadini, l’Italia può vincere la povertà di idee e di capacità, come già hanno fatto altri Stati membri. “Vivere
in modo ristretto all’interno dei propri confini, badando a ciò che è di interesse immediato – afferma il
vescovo Raspanti – è continuare ad avere uno sguardo miope verso la realtà”.
La dott.ssa Marta Ferrantelli, ribadendo ai convenuti che l’interesse non si deve limitare ai confini
territoriali, ha sottolineato che i processi di integrazione politica, la Green deal e la digital transformation
accrescono tra i cittadini “una maggior consapevolezza nella partecipazione democratica”.
Gli interventi di Laura Lorello , professore ordinario di Diritto Costituzionale dell’ Università degli Studi di
Palermo e Coordinatore del Corso di Laurea in Giurisprudenza Polo Territoriale di Trapani, di Isabella Lo
Presti, Dottore di Ricerca, e dell’ Associazione Politeia, hanno animato il dibattito in questa giornata
dedicata all’Europa. Infine, gli europarlamentari Ignazio Corrao e Pietro Bartolo hanno portato il saluto
delle istituzioni europee e la loro esperienza a sostegno del diritto e della democrazia europea.