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Catania

Corse clandestine di cavalli, i Carabinieri intensificano i controlli: stalla abusiva scoperta a San Cristoforo

Prosegue l’attività dei Carabinieri del Comando Provinciale di Catania per contrastare le corse clandestine di cavalli e le altre forme di illegalità connesse all’impiego degli equidi, fenomeni che continuano a rappresentare un motivo di preoccupazione per la sicurezza pubblica e per la tutela degli animali.

In questo contesto si inserisce l’intervento effettuato, nel quartiere San Cristoforo, dai militari della Stazione di Catania Piazza Dante che, insieme al personale del Dipartimento di Veterinaria dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania, hanno eseguito un controllo presso una stalla abusiva, nella quale hanno trovato 2 cavalli.

Gli accertamenti hanno permesso di riscontrare diverse irregolarità nella gestione e nella detenzione degli animali; in particolare, al proprietario, un 49enne del posto, pregiudicato, è stata contestata l’attivazione di una stalla senza la prescritta comunicazione alle autorità competenti, oltre al mancato controllo sanitario relativo all’anemia infettiva equina e all’assenza del microchip identificativo sugli animali.

Le violazioni accertate hanno comportato l’elevazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo di 4.300 euro, mentre per i due cavalli è stato disposto il blocco della movimentazione, ai sensi della normativa vigente in materia di identificazione e registrazione degli animali, in attesa della regolarizzazione delle anomalie riscontrate.

Le verifiche assumono un rilievo particolare nell’ambito del contrasto alle corse clandestine di cavalli, un fenomeno che, nonostante i controlli, continua purtroppo a manifestarsi in alcune aree della provincia etnea. Si tratta di competizioni organizzate al di fuori dei circuiti autorizzati, spesso in contesti privi delle necessarie condizioni di sicurezza e caratterizzati da violazioni delle norme sulla tutela degli animali e sulla circolazione stradale.

Dietro una corsa clandestina non c’è soltanto una competizione illegale, ma un insieme di rischi concreti per gli animali e per la collettività. I cavalli, infatti, possono essere sottoposti a sforzi fisici intensi, allenamenti impropri e condizioni di gestione non adeguate, con conseguenze potenzialmente gravi per la loro salute e il loro benessere. L’assenza di controlli veterinari e di garanzie sulla provenienza e sull’identificazione degli animali può inoltre rendere più difficile individuare tempestivamente eventuali patologie e ricostruire la loro storia sanitaria.

Non meno rilevanti sono i pericoli per i cittadini. Le corse clandestine solitamente si svolgono su strade aperte al traffico o su tratti urbani trasformati impropriamente in piste, con cavalli lanciati ad alta velocità, veicoli al seguito e persone assiepate lungo il percorso. In queste condizioni, una perdita di controllo, un ostacolo improvviso o la caduta di un animale possono provocare incidenti anche gravi, coinvolgendo spettatori, automobilisti, motociclisti e passanti del tutto estranei alla competizione.

Il contrasto a questi fenomeni passa quindi anche attraverso controlli preventivi sulle strutture di ricovero, sulla regolarità degli allevamenti e delle stalle, sull’identificazione degli equidi e sul rispetto degli obblighi sanitari. Verifiche che consentono di far emergere situazioni irregolari e di rafforzare la rete di vigilanza intorno a un’attività che, quando organizzata illegalmente, può mettere a rischio vite umane e animali.

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