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CataniaNews

Catania: messaggio del nuovo Parroco della Basilica Cattedrale Sant’Agata, Padre Salvatore Alì

Eccellenza Reverendissima,
caro Arcivescovo Luigi, rivolgo a Lei il mio primo e più profondo pensiero di gratitudine e con
lei a Dio Padre, datore di ogni buon dono che mi chiama ancora una volta a rispondere alla sua
chiamata. Grazie Eccellenza per la fiducia accordatami nel chiamarmi a guidare la parrocchia
della Basilica Cattedrale, la Chiesa Madre della nostra Arcidiocesi. Diceva il venerato Cardinale
Carlo Maria Martini: ‟La Cattedrale non è una parrocchia più grande. È la casa di tutti. Chi
entra in Cattedrale deve togliersi i sandali, perché entra nel cuore della Diocesiˮ.

Come Lei, Eccellenza, certamente ricorda, la prima volta che mi accennò questa sua
intenzione, fui colto da sorpresa, perché mai mi era passata per la testa la possibilità di poter un
giorno essere parroco della Cattedrale. Ma come ho imparato nella mia vita, i progetti di Dio
non sono i nostri progetti e per questo ci sorprende sempre.

Qui sono stato ordinato diacono e presbitero e sempre qui ho iniziato il mio ministero
come segretario del vescovo. Ritornarci dopo ventisei anni è per me motivo di gioia, ma anche
di timore e tremore perché chiamato ad una grande responsabilità. In me però c’è l’assoluta
certezza che la Grazia di Dio precede sempre i nostri passi.
Sa, Eccellenza, una parola mi ha sempre guidato in questi trentadue anni di sacerdozio,
una parola che il Signore mi ha consegnato durante il mese ignaziano, una parola dell’apostolo
Paolo che si trova nella seconda lettera di San Paolo a Timoteo (2, Tm 1, 12); ‟Scio cui credidiˮ,
‟So in chi ho posto la mia fiduciaˮ. Sì, ho fondato la vita in Dio e nel suo Figlio Gesù Cristo, e
questa certezza mi ha accompagnato e sostenuto in questi anni, come sono certo, continuerà ad
accompagnarmi e sostenermi anche in questo servizio che oggi comincio.

Un filiale saluto alle Eccellenze Mons. Salvatore Gristina e Mons. Salvatore Pappalardo
che mi onorano con la loro presenza e la loro preghiera.
Rivolgo un saluto deferente e rispettoso alle illustrissime Autorità civili, militari e
accademiche di Catania, quelle presenti e quelle che, non potendo partecipare, mi hanno fatto
pervenire i loro cordiali auguri.

La Cattedrale sorge nel cuore geografico e storico di Catania:
garantisco sin d’ora la massima collaborazione mia e di questa Comunità per la promozione del
bene comune, della legalità, della giustizia sociale e per il sostegno alle fragilità del nostro
territorio. Sarà mia premura nei prossimi giorni venirvi a trovare in visite di cortesia e di
conoscenza.

Un saluto ai cari confratelli del Capitolo Metropolitano della Cattedrale e ai capitolari
della Basilica Collegiata e a tutti i sacerdoti. Vi ringrazio per la vostra presenza e calorosa
accoglienza. Condividere con voi la preghiera corale e l’azione liturgica in questo luogo sarà per
me un privilegio. Questa Chiesa sia luogo di incontro, comunione, fraternità e maestra di
preghiera. Come ha detto Papa Leone nel suo discorso nella cattedrale di Notre-Dame di Parigi:
“Nel cuore della città, la Cattedrale aperta è il segno di una comunità che dà lode al Signore e
che vive l’ospitalità non come gesto occasionale, ma come la forma stessa della propria
esistenza, in modo che tutti possano sentirsi a casa, senza più essere oppressi né emarginati in
un mondo che cambia”.

Permettetemi, però ora, un pensiero colmo di gratitudine a chi mi ha preceduto nella cura
di questa porzione di gregge, Mons. Barbaro Scionti e ringraziarlo per la sua amicizia, ma
soprattutto, a nome di tutti, per il prezioso, difficile e instancabile servizio di questi anni nella e
per la nostra Cattedrale. Lo straordinario Giubileo Agatino che abbiamo da poco celebrato è
stato il sigillo sul lavoro realizzato da lui e dai suoi collaboratori. Lo ringrazio perché in questi
giorni mi ha accompagnato passo passo all’inizio del mio ministero di parroco, con serenità,
gioia e fraternità.

Un saluto ai due vicari parrocchiali della Cattedrale Mons. Vincenzo Algeri e Don
Nunzio Schilirò e a Don Pasquale Munzone e Padre Francesco La Vecchia per aver preparato
questa celebrazione.
Un caro saluto a tutti i diaconi permanenti dell’Arcidiocesi e agli Aspiranti: la cura del
Diaconato, che l’Arcivescovo mi ha affidato, troverà in questa comunità parrocchiale un riflesso
vivo di carità e di servizio all’altare e ai poveri, sull’esempio luminoso di Sant’Euplio,
compatrono della nostra Chiesa catanese e del beato Cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet,
angelo della carità.

Carissimi, vi è stata consegnata l’immaginetta ricordo di questa celebrazione. Ho scelto
l’affresco dell’abside che vi sta di fronte raffigurante la gloria di sant’Agata. Inizialmente non
l’avevo attenzionato bene, ma poi ad uno sguardo più attento ho visto come in questa immagine
c’è racchiuso tutto il mio percorso sacerdotale. Vi è Gesù, colui che mi ha chiamato, senza mio
merito, al sacerdozio ed essere pastore secondo il suo cuore; c’è la Madonna titolare della mia
prima parrocchia, Santa Maria dell’Alto, Chiesa Madre di Paternò; c’è lo Spirito Santo, titolare
della parrocchia che ho servito in questi ultimi undici anni e c’è Sant’Agata titolare della
Cattedrale che oggi il Signore mi affida.
Ecco perché il mio ultimo pensiero va innanzitutto a voi fratelli e sorelle carissimi, fedeli
di questa comunità parrocchiale e devoti tutti.

Il mio cuore oggi trabocca di commozione. Entro in questa Cattedrale — splendida
eredità di fede ed arte dei nostri padri — non come un amministratore, ma come un pastore che
desidera camminare insieme a voi. Vengo per mettermi in ascolto, per celebrare i Sacramenti e
per spezzare il Pane della Parola in mezzo a voi. Non vi conosco ancora, ma vi assicuro che già
vi voglio bene. Il nostro cammino inizia e si radica sotto lo sguardo e la protezione della nostra
amatissima Patrona, Sant’Agata. Questa Basilica custodisce il tesoro delle sue reliquie, ma
soprattutto custodisce la memoria viva della sua fedeltà a Cristo fino al martirio. Guardando a
Lei, vogliamo che la nostra Cattedrale sia una parrocchia dalle porte sempre aperte, come la
casa di Betania: una casa di misericordia, un faro di spiritualità per tutti, un luogo dove tutti
possano sentirsi accolti sia i catanesi, che i pellegrini e i tanti turisti che ogni giorno la visitano.
Un luogo dove ogni persona possa incontrare l’abbraccio misericordioso del Padre.
Porto qui, come tesoro prezioso, l’esperienza, l’affetto e le fatiche condivise nelle
comunità che ho servito, consapevole che ogni distacco reca sofferenza, ma apre sempre alla
fiducia nei disegni del Signore. A voi in particolare fedeli della parrocchia Spirito Santo in
Paternò che mi siete entrati nel cuore e in esso resterete per sempre, chiedo di accompagnarmi
con la vostra preghiera e assicuro per voi e il vostro nuovo pastore, il carissimo Padre Nino, la
mia fraterna preghiera.

Un saluto a mio fratello, a mia cognata, ai miei nipoti, alle mie zie e ai miei zii e cugini
qui presenti e un pensiero a mia mamma che oggi purtroppo non può essere presente
Affido il mio ministero all’intercessione della Madonna dell’Indirizzo, di Sant’Agata,
Sant’Euplio, il Beato Cardinale Giuseppe Dusmet e ai venerati Arcivescovi defunti che ho
conosciuto e con i quali sono cresciuto, Mons. Picchinenna e Mons. Bommarito, insieme a mio
papà che dal cielo partecipa e gioisce.
Vi chiedo, come regalo per questo inizio, solo una cosa: sostenetemi ogni giorno con la
vostra preghiera.

Infine, Eccellenza, al termine di questa solenne celebrazione, prima di ricevere la sua
paterna benedizione, mi permetta un atto di devozione filiale. Desidero rendere omaggio a
Sant’Agata, nostra celeste Patrona, e al Beato Cardinale Dusmet.

Questi fiori che depongo davanti a loro sono segno del mio personale affidamento alla
loro potente protezione e intercessione. A loro affido me stesso, il mio ministero, e tutti i fedeli
qui presenti, che con gioia consegno alla loro custodia.
Grazie a tutti e buon cammino insieme!

Don Salvatore Alì
parroco

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