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Ritorna a Roma “Volare” di Cannavacciuolo, dal 6 al 9 febbraio

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“Volare”, lo spettacolo di Gennaro Cannavacciuolo sullavita di Domenico Modugno ritorna, a grande richiesta a Roma, dal 6 al 9 febbraio prossimi. Sono passati più di 30 anni da quando l’allora giovanissimo Gennaro Cannavacciuolo chiese l’autorizzazione a Domenico Modugno di costruire uno spettacolo sul percorso artistico di Mr. Volare.

Modugno stimava molto Cannavacciuolo e credeva nel suo talento, tant’è che fu l’unico spettacolo che autorizzò in vita su di lui.

Oggi quel giovane ragazzo di allora ha fatto molta strada: è acclamato nei teatri più importanti, partecipa a numerosi film e fiction per il cinema e la televisione ed è seguitissimo sui social. Un artista a tutto tondo, che spicca per la sua versatilità, la sua originalità e qualità delle sue scelte interpretative.

“Volare, concerto a Domenico Modugno” è stata una di queste: giunto a 550 repliche, è stato presentato in tutta Italia ed in numerose capitali europee.

Uno spettacolo che non smette mai di emozionare e che tornerà quindi presto a Roma, a grande richiesta e a sostegno di un teatro nuovo che sta calamitando il pubblico di Roma Nord: il Teatro degli Audaci, in zona Porta di Roma, dal 6 al 9 febbraio.

Definito dalla critica “un autentico gioiello”, lo spettacolo è un tuffo emozionante nella storia della grande canzone italiana in cui Gennaro propone in una reinterpretazione personale le varie strade musicali percorse da Modugno.

Nella prima parte, via con le canzoni dialettali e macchiettistiche, da “O ccafè” a “La donna riccia”, da “La cicoria” e “U pisci spada”, alla più famosa “Io mammeta e tu”; fino ai monologhi teatrali e al suggestivo dialogo tra madre e figlio tratto dalla commedia musicale “Tommaso D’Amalfi” di Eduardo de Filippo, eseguito con l’apporto della voce registrata di Pupella Maggio che volle dare il suo contributo a questo spettacolo.

Nella seconda parte da atmosfera brechtiana, largo alle canzoni d’amore più famose lanciate da Modugno come “Vecchio frac”, “Tu si na cosa grande”, “Resta cu mme” e così via sino all’ormai inno nazionale “Nel blu dipinto di blu”, cantato e danzato a mo di Tip Tap alla maniera di Fred Astaire.

Uno spettacolo, applaudito dalla critica più esigente, che propone un alternarsi sottile di momenti comici e di alcuni più melanconici, di aspetti gioiosi e di suggestive evocazioni poetiche. E in cui Gennaro Cannavacciuolo miscela il pathos di Di Giacomo al realismo triste-ironico di Eduardo, approdando con successo ad una comicità teatral-musicale dai mille volti.

Uno spettacolo da non perdere, e un sempre verde che continua a sfidare ogni tentativo di imitazione.