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San Valentino: i baci degli innamorati nell’arte

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La festa degli innamorati si avvicina, ma non vogliamo qui ricordare l’origine e la storia della festa di San Valentino, piuttosto collegare questa tematica all’arte. Cos’è che incarna al meglio la manifestazione dell’amore tra due innamorati se non il bacio. In questo momento di pandemia siamo stati privati non solo degli abbracci ma soprattutto dei baci, baci coperti e soffocati da mascherine, che lasciano intravedere solo gli occhi, e l’unico modo per trasmettere l’affetto è proprio attraverso lo sguardo. La tematica del bacio è stata trattata nel corso dei secoli largamente da molti artisti; un quadro che riflette al meglio il periodo che stiamo attraversando è “Gli amanti” di Magritte.

Al centro del quadro ci sono infatti due amanti, protesi l’uno verso l’altro, nell’atto di baciarsi, ma questo bacio è destinato a rimanere nascosto, sospeso. I due soggetti, infatti, non sono riconoscibili e un lenzuolo bianco avvolge le loro teste, impossibilitando il loro desiderio di unirsi. L’amore diventa dunque aspirazione, desiderio, tensione, ma non può esserci fusione.

Un altro esempio di bacio nell’arte è “Il bacio” di Tamara de Lempicka. L’artista, soprannominata la “pittrice scandalosa”, è stata la principale esponente dell’Art Decò. 

L’opera, parte di una collezione privata, rappresenta al centro della scena due amanti vestiti in modo elegante, infatti il quadro viene definito il bacio elegante. La donna è abbandonata tra le braccia dell’amato e, anche se le loro labbra non si toccano, traspare il loro desiderio e la loro passione. In quest’opera la pittrice si ispira ad un quadro molto famoso: “Il bacio di Hayez”.

Di questo dipinto esisto diverse versioni, qui vediamo la prima versione di Brera del 1859. Il bacio venne commissionato privatamente a Francesco Hayez dal conte Alfonso Maria Visconti di Saliceto. La scena è ambientata in un vago interno medievale dove si sta consumando un appassionato bacio tra due giovani amanti. L’uomo ha un ruolo attivo, trattiene, infatti, tra le mani il capo e il viso dell’amata; al contrario, quest’ultima si abbandona alle effusioni, limitandosi a stringere le spalle dell’amato. Il bacio è molto sensuale, ma non è molto tranquillo come se fosse mosso non da un semplice anelito sentimentale, bensì da un’imminente dipartita, trasformando questo romantico gesto in uno straziante commiato. L’uomo, infatti, poggia la gamba sinistra sul primo gradino della scalinata, lasciando emergere l’elsa di un pugnale dal mantello: quest’instabilità fisica manifesta un certo nervosismo. I toni melodrammatici sono esasperati dalla presenza di una figura in penombra che ha avuto diverse interpretazioni. Si è pensato che si possa trattare di un uomo intento a spiare furtivamente la scena, di un congiurato che attende il congedo del suo sodale dall’amata per cominciare la loro azione, anche se più probabilmente non è nient’altro che una semplice domestica.

“Il Compleanno” di Chagall incarna al meglio l’espressione “Love is in the air”.

Il 7 luglio 1915 è il giorno del ventottesimo compleanno di Chagall, data in cui l’artista eseguì l’opera in questione. Ed ecco spiegata l’origine del titolo del quadro. Nell’aria c’è libertà, armonia, leggerezza delle forme, coinvolgimento ma soprattutto, c’è amore. Possiamo benissimo considerare che il fondamento di tutta quest’opera e, in generale, di gran parte della produzione artistica del pittore bielorusso sia l’amore. Vediamo raffigurati nell’opera due giovani, un uomo ed una donna, che sembrano essere leggeri come delle piume. Le loro posizioni sono surreali e sembrano suggerirci proprio l’impalpabilità. Il giovane fa un balzo e come se fosse in assenza di gravità si libra nell’aria e, con estrema delicatezza e tenendo gli occhi chiusi, bacia la sua amata che, piacevolmente sorpresa, sgrana gli occhi e ricambia il bacio. Chagall quando rappresenta questa coppia di personaggi dalla pelle bianca, gli occhi neri non rappresenta una coppia a caso ma semplicemente e meravigliosamente lui e la sua amata. La scena è quasi silenziosa e guardando il quadro si ha quasi l’impressione di disturbarli, interrompere un momento intimo tra due amanti.

In conclusione quando si parla di bacio in arte non si può non citare uno tra i più famosi: “Il bacio” di Klimt.

Al centro di un luogo etereo ed astratto due amanti si stringono e si abbandonano ad un bacio intenso; la donna, con gli occhi chiusi in una posizione estatica, è pienamente abbandonata, mentre l’uomo, di profilo, stringe la testa dell’amata con delicatezza, protendendosi verso di lei in segno protettivo e di affetto. I due giovani innamorati, avvolti in lunghe tuniche mosaicate che ne celano i corpi, sono inginocchiati su un prato fiorito. L’obiettivo al quale tende Klimt è, dunque, quello di glorificare con il Bacio il trionfo della potenza vivificatrice dell’eros, in grado di trascendere le antitesi tra sesso maschile e sesso femminile.

In conclusione potremmo considerare che la pandemia ha portato alcuni aspetti positivi nella nostra vita. È necessario interrogarci su cosa è importante per noi, cosa nutre la nostra anima. Come ha scritto Dante “l’Amor che move il sole e l’altre stelle” è l’amore il fulcro motore che alimenta la nostra vita, amore inteso in tutte le sue svariate forme. L’unico scopo della vita è amare ed essere amati. La pandemia ci insegna a dare più valore ed importanza ai rapporti sociali, allo stare vicino e sentirsi vicino alle persone a cui si vuole bene.