PALERMO: OPERAZIONE “TEMPI SUPPLEMENTARI”

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ESEGUITE CINQUE MISURE CAUTELARI PERSONALI ED EFFETTUATI SEQUESTRI PER 1,4 MILIONI DI EURO

Su delega della locale Procura della Repubblica, i finanzieri del Comando Provinciale
di Palermo e del Nucleo Speciale Polizia Valutaria di Roma hanno dato esecuzione a
un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale del
capoluogo nei confronti di n. 5 soggetti, di cui:

  • n. 2 destinatari di custodia cautelare in carcere: TUTTOLOMONDO Salvatore (cl.’55)
    e TUTTOLOMONDO Walter (cl.’67);
  • n. 3 sottoposti alla misura dell’obbligo giornaliero di presentazione alla polizia
    giudiziaria e alla misura interdittiva del divieto di esercitare imprese, uffici direttivi di
    persone giuridiche o professioni per la durata di un anno: BERGAMO Roberto
    (cl.’58), GABRIELE Tiziano (cl.’72), e ATRIA Antonio (cl.’66),
    procedendo, contestualmente, al sequestro preventivo di somme di denaro per
    complessivi € 1.395.129,31.
    Agli indagati vengono contestati a vario titolo i reati di bancarotta fraudolenta, indebita
    compensazione di imposte con crediti inesistenti, autoriciclaggio e reimpiego, reati di
    falso e di ostacolo alle funzioni di vigilanza della Commissione di Vigilanza sulle Società
    di Calcio Professionistico della Federazione Italiana Giuoco Calcio (COVISOC).
    Le indagini condotte dagli investigatori del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di
    Palermo – Gruppo Tutela Mercato Capitali – e dal III Gruppo del Nucleo Speciale Polizia
    Valutaria, seguite da un pool di Sostituti coordinati dal Procuratore Aggiunto Salvatore
    de Luca, prendono le mosse dalla cessione delle quote della US Città di Palermo effettuata
    nel corso del 2019 al prezzo di soli 10 euro a favore della SPORTING NETWORK s.r.l.,
    società controllata dalla ARKUS NETWORK s.r.l., riconducibile ai fratelli
    TUTTOLOMONDO.
    A carico di questi ultimi – come ricostruito grazie a intercettazioni telefoniche, accertamenti
    bancari e analisi di documenti – sono emersi gravi indizi circa la commissione di reati nel
    corso dell’acquisizione e della successiva gestione della predetta società calcistica.
    Le indagini hanno consentito di appurare come i principali indagati – avvalendosi della
    collaborazione di professionisti e di ulteriori soggetti di fiducia – abbiano:
  • saldato debiti fiscali mediante utilizzo in compensazione di crediti fiscali inesistenti, per
    1,4 milioni di euro;
  • effettuato false comunicazioni alla COVISOC in relazione all’assolvimento degli adempimenti relativi al pagamento degli stipendi ai dipendenti e al versamento delle imposte;
  • in pendenza di richiesta di concordato preventivo, effettuato pagamenti non autorizzati
    dal Tribunale di Palermo, per oltre 200.000 euro a favore di professionisti di riferimento
    in danno degli altri creditori;
  • distratto la somma di 341.600 euro dal conto corrente della società calcistica a favore
    di una società a loro riconducibile priva di reale operatività, giustificando l’operazione
    quale anticipo del compenso previsto per l’affidamento di un incarico di consulenza in
    realtà simulato;
  • provveduto successivamente a impiegare la predetta somma in ulteriori attività
    economiche, in modo da celarne la provenienza delittuosa.
    A giugno del 2019 la US Città di Palermo, non avendo dunque regolato entro i termini
    previsti, gli adempimenti richiesti sia in materia di pagamento delle imposte sia in merito
    alla corresponsione degli stipendi e degli emolumenti spettanti a calciatori e dipendenti,
    non otteneva l’iscrizione al campionato di Serie B, in quanto la Lega Calcio e la
    COVISOC non ritenevano sussistenti i requisiti minimi previsti dalla normativa in materia.
    L’odierna operazione eseguita dalla Guardia di Finanza, sotto la direzione della Procura
    di Palermo, si inserisce nel quadro delle linee strategiche dell’azione del Corpo volte a
    rafforzare l’azione di contrasto ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria
    connotati da maggiore gravità, nonché all’aggressione dei patrimoni dei soggetti dediti
    ad attività criminose, al fine di tutelare le imprese oneste che operano nel rispetto della legge.