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L’invito del sindaco Nino Naso alla propria città: “più responsabilità adesso per poterci riabbracciare domani”

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Intervista al primo cittadino di Paternò riguardo la situazione covid.

Sindaco, oggi come è la situazione covid a Paternò?

«È una situazione preoccupante e che merita tanta attenzione. Gli ultimi dati ci parlano di 280 positivi, di cui 17 ospedalizzati, e circa 1600 persone in quarantena. In questi mesi mi sono assunto, in prima persona, delle responsabilità importanti, come l’ordinanza di chiusura delle scuole dell’obbligo e la conseguente didattica a distanza per gli studenti. Siamo consapevoli dell’importanza dell’istruzione in presenza, ma la priorità principale, raccogliendo le preoccupazioni di molte famiglie, ma anche degli insegnanti e dei dirigenti scolastici, è di salvaguardare la salute di tutti. Purtroppo in questi mesi abbiamo registrato 48 vittime per covid, e non tutte erano persone anziane, vi sono anche quarantenni e persone senza patologie».

Come ha influito la pandemia sull’amministrazione quotidiana del territorio?

«La pandemia in un primo momento ci ha trovati impreparati. Ci siamo però mossi fin da subito, ci siamo attrezzati e abbiamo lavorato in sinergia con le forze dell’ordine e con la protezione civile. Come amministrazione abbiamo attivato il C.O.C., il Centro Operativo Comunale. Purtroppo ci sono state vicende umane dolorose, come l’ultima, in cui in una famiglia sono scomparsi, nel giro di dieci giorni, tre persone, padre, madre e figlio. Anche in questo caso c’è stata una rete di solidarietà da parte di varie associazioni e di tanti cittadini. Le nostre associazioni di protezione civile inoltre stanno cercando di non far sentire da sole le famiglie dando assistenza agli anziani e alle famiglie colpite dal covid ed i nostri servizi sociali sono in piena attività. Questo è un momento di grande precarietà in cui la gente si sente insicura, e non possiamo far perdere alla comunità la speranza. Il nostro compito, come amministrazione, è proprio questo: continuare ad essere, anche nelle difficoltà, punto di riferimento».



Come Comune avete avviato il progetto dei buoni da spendere sul territorio. Come funziona?

«È online sul sito del Comune di Paternò, nelle pagine social ed in molte testate giornalistiche l’avviso per l’erogazione dei buoni spesa a supporto dei nuclei familiari in difficoltà per l’emergenza covid. Si può aderire inviando una richiesta tramite computer o semplicemente tramite app. I buoni potranno essere utilizzati per l’acquisto di generi alimentari e di prima necessità negli esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa. Per poter avere accesso al servizio bisognerà naturalmente rientrare nei requisiti richiesti, e dunque non superare una certa somma di reddito e altro ancora».

Come vede, in riferimento al lockdown e alla colorazione delle regioni, la situazione politica a livello nazionale e regionale?

«C’è stata molta incertezza sia a livello nazionale che, a volte, a livello regionale. Questa incertezza ha costretto i sindaci, che sono poi l’avamposto dello Stato, a prendere anche delle decisioni responsabilmente personali in base all’esigenza del territorio. Se ci fosse stata più chiarezza e più determinazione da parte del governo nazionale e degli enti, ci sarebbe stata una regia comune per gestire questo problema della pandemia. I continui DPCM, ed il fatto che alcune regole sono cambiate da un giorno all’altro, hanno portato incertezze. Molte attività commerciali ne hanno risentito perché se viene fatto un decreto in cui viene detto ai ristoratori di poter aprire la propria attività rispettando delle regole e poi l’indomani si blocca tutto allora lì entrano grossissime difficoltà. Ci vuole più determinazione».

Un messaggio che vuole dare ai cittadini in questo periodo difficile?

«Voglio dare un messaggio di unità e di responsabilità. Non perdiamo la speranza. Ci saranno ancora altri mesi di sacrifici per tutti noi ma se li vogliamo superare indenni dobbiamo essere più responsabili. A Paternò sono stati fatti migliaia di tamponi e continueremo a farli. Il nostro ospedale è centro di vaccino, sono stati già fatti circa mille vaccini. Quello che vi dico è: “più responsabilità adesso per poterci riabbracciare domani”. Questo è un momento veramente particolare, in cui dobbiamo essere più responsabili per non mettere a rischio non solo noi stessi ma anche, e soprattutto, gli altri. Quello che chiedo è la collaborazione di tutti. Possiamo fare tantissimi controlli, ma se non ci entra in testa di dover essere più responsabili saranno continui dolori, a prescindere dai colori gialli o rossi della nostra città o regione. Siamo stanchi e addolorati di dover assistere a funerali di gente morta per causa del covid, siamo addolorati di vedere gente positiva che soffre in ospedale. Se vogliamo lenire questo dolore, se vogliamo superare questo momento, dobbiamo avere più responsabilità e più unità da parte di tutti».