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E’ uscito in libreria il libro del giornalista Ivan Scinardo, “Cinema#Giornalismo”.

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Per  chi ama il cinema d’inchiesta, quello civile, in cui il racconto giornalistico assume un’importanza molto elevata, può trovare davvero interessante consultare il libro appena uscito nelle librerie di Ivan Scinardo, il quale attraverso 250 schede filmografiche, frutto di una ricerca durata tre anni, traccia un connubio molto stretto tra giornalismo e cinema, il cui unico minimo comune denominatore così come ci ricorda lo stesso Scinardo è il “bisogno di narrazione” e di conoscenza dei fatti così come realmente si sono svolti per poter giungere alla verità così come recentemente è avvenuto attraverso il film “Post” di Spielberg.

Diversi sono i film trattati in questo saggio critico, si parte dal film di Aldo Molinari del 1915, dal titolo “Le avventure di un giornalista”, che contribuì a diffondere per primo la figura del giornalista un po’ detective, per poi passare ai classici di questo genere cinematografico come,  “Quarto potere”, “Il potere della stampa”, “Tutti gli uomini del presidente”, fino al giornalismo di inchiesta con “Diritto di cronaca”,” Spotlight”, “Truth”, senza dimenticare alcune pellicole italiane molto interessanti come “Salvatore Giuliano” ,  ” Il caso Mattei”,  fino al “Muro di gomma” solo per citarne alcuni. Il libro dedica anche molto  spazio ai giornalisti caduti per la ricerca della verità, come Siani, Impastato, Alpi.

Scrive Pietrangelo Buttafuoco nella prefazione: “Il saggio critico di Ivan Scinardo, accompagna il lettore sulla soglia della vetrina in cui si specchia il vero e il verosimile dello spirito del tempo. Innumerevoli pellicole hanno celebrato o solo descritto, al cinema, fi-gure di giornalisti nelle loro più varie tipologie.
Eroi o codardi, cinici o idealisti, pronti a tutto, pur di far trionfare la loro verità o, disponibili, a vendersi al migliore offerente. Sono quasi sempre figure maschili che per tutto il secolo scorso hanno interpretato tutte le mansioni nella gerarchia della carta stampata, semplici redattori o direttori, freelance o inviati speciali, perfino investigatori capaci di sostituirsi, con successo, nel giornalismo d’inchiesta, alle forze dell’ordine. Del resto il crinale tra racconto, giornalismo ed investigazione rischia di essere estremamente sottile e spesso i giornalisti hanno pagato sulla loro stessa pelle la coerenza della loro professione e il cinema ha saputo immortalare figure indimenticabili in questo senso”.