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Diocesi di Acireale: Veglia di Pentecoste – Approfondimento Omelia del vescovo Raspanti

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La Basilica Cattedrale di Acireale, nel rispetto delle norme vigenti anti-covid19, ha ospitato
la Veglia di Pentecoste, presieduta dal vescovo mons. Antonino Raspanti, alla presenza
dei Vicari, dei membri del Consiglio Pastorale Diocesano e della Consulta delle Aggregazioni
Laicali. La celebrazione, in diretta streaming su Prima TV e sulla pagina facebook della diocesi, ha
messo in evidenza la centralità dello Spirito del Signore Risorto nella vita della Chiesa.
“Lo Spirito Santo, dono di Dio – ha affermato Raspanti nell’omelia – anima le nostre
comunità che si mettono in ascolto e lasciano agire lo Spirito per la missione di annuncio”. In
questi giorni in cui siamo stati costretti a rimanere nelle nostre case “sentiamo la necessità di
raccoglierci per vivere un rapporto rinnovato con Cristo”. Il virus ha cambiato il modo di
relazionarci infatti “ci sono avvenimenti nella storia che ci segnano, Dio però ha sempe voluto
usare misericordia al suo popolo”. Una giusta preoccupazione è accompagnata dalla speranza
perchè il tempo che stiamo vivendo è “tempo favorevole, propizio, opportuno e di grazia, non solo
perchè diverso ma anche perchè incide nella nostra esistenza, dove Dio agisce nell’unità del genere
umano e dei carismi, valori preziosi per la vita ecclesiale, sociale e civile”.
Chiamati quindi a crescere nell’unità, che non è omologazione, ma ricchezza della diversità,
lo Spirito Santo va invocato perchè nella Chiesa “i carismi possano svilupparsi al massimo, cosicchè
la realizzazione di noi stessi e dei nostri traguardi, non si raggiungano da soli ma insieme con gli
altri. La mia vita deve essere intrecciata con quella dell’altro, solo così emergo”. Tutto questo lo
insegna a noi la SS. Trinità: “Il Padre è sempre più Padre perchè genera il Figlio. Muore per questo
Figlio, gli dà spazio e vuole che sia innalzato. E più il Figlio è glorificato, più il Padre è Padre. Lo
stesso si può dire per il Figlio e per lo Spirito Santo in quanto sono uniti. E’ impensabile – conclude
il vescovo – che ognuno sia per sè”.
L’Esserci insieme nella vita quotidiana aiuta a vincere la paura verso il futuro,
l’individualismo e l’egoismo. La comunità cristiana, in quanto abitata dallo Spirito Santo, diviene
sempre più annunciatrice e testimone dell’unità del genere umano, specchio dell’unità della
Trinità.