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Caltagirone: oltre 1,3 milioni di euro per il recupero di una masseria confiscata alla mafia

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approvato dalla Giunta municipale il progetto esecutivo presentato dalla Caritas diocesana, che gestirà il bene per 20 anni

Netta accelerazione per il concreto avvio di “Testimoni di terre liberate”, l’iniziativa per la quale il Comune di Caltagirone ha avuto finanziato dal ministero dell’Interno, per un importo di 1.337.565,00 euro, nell’ambito del Pon Legalità, il recupero e la rifunzionalizzazione della masseria Bongiovanni, bene confiscato alla mafia che rientra fra gli immobili affidati in concessione gratuita per 20 anni, nel gennaio 2018, dall’Ente municipale alla Caritas diocesana, individuata dopo la selezione pubblica per la gestione dei beni che l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) ha trasferito al Comune.

La Giunta municipale ha approvato il progetto esecutivo presentato dalla stessa Caritas diocesana, che contempla lavori per 980mila euro e somme a disposizione pari a 357.565,00, per un totale, come detto, di 1.337.565,00 euro. Gli interventi saranno finalizzati alla riattivazione dell’uliveto, del vigneto e del mandorleto, al recupero dei fabbricati con la realizzazione di un palmento e all’avvio di varie attività sociali. Via libera pure alle modalità di scelta del contraente, vale a dire alla procedura per l’individuazione dell’impresa che dovrà eseguire i lavori.

Si tratta di terreni agricoli, per circa 32 ettari, con annessi fabbricati rurali. I fondi e i fabbricati in questione si trovano in località Renelle – Bongiovanni e sono i beni confiscati in applicazione della legge contro la criminalità organizzata a Sebastiano Rampulla, nato nel 1946 e morto nel 2010.

“Si tratta – sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici Francesco Caristia – di un passo avanti importante in vista dell’inizio dei lavori, che comporteranno la rifunzionalizzazione della masseria in questione con una significativa finalità pubblica”. “Si avvicina a grandi passi, con la possibilità di attingere alle risorse necessarie – dichiara il sindaco Gino Ioppolo – il raggiungimento di un risultato rilevante, attraverso il recupero di questo bene e il suo utilizzo secondo una funzione altamente sociale”.