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Caltagirone: approvata la Strategia del Calatino

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Aree interne, oltre 36 milioni per il Calatino. Subito i progetti esecutivi, si accorciano i tempi per “liberare” le risorse

Approvata, dal Dipartimento per le Politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la Strategia dell’area interna (Snai) “Calatino” – una delle cinque in Sicilia – che comprende, oltre a Caltagirone (capofila), anche Grammichele, Licodia Eubea, Mineo, Mirabella Imbaccari, San Cono, San Michele di Ganzaria e Vizzini, per un totale di 77mila abitanti, e per la quale sono previsti fondi comunitari e nazionali per oltre 36 milioni di euro. Sono somme finalizzate a bloccare il preoccupante fenomeno dell’abbandono di tanti paesi e a ridurre il divario che riguarda soprattutto la sanità, l’istruzione e il sistema della mobilità. L’avvenuta approvazione della Snai apre la strada alla presentazione dei progetti esecutivi e alla sigla dell’Accordo quadro, che libererà le risorse in questione. Le somme, come indicato dall’intesa siglata fra i rappresentanti dei Comuni il 29 gennaio 2019, saranno suddivise in base ai criteri della popolazione residente in ogni Comune (che incide nella misura dell’85 per cento) e dello spopolamento (per il 15 per cento). Pertanto le risorse saranno così ripartite: Caltagirone 15.143.203,12; Grammichele 5 milioni; Licodia Eubea 2 milioni; Mineo 2.555.791,45; Mirabella Imbaccari 3.333.934,06; San Cono 1.828.989,62; San Michele di Ganzaria 2.986.184,81; Vizzini 3.273.555,66 euro. Le somme maggiori saranno utilizzate per la realizzazione di lavori di miglioramento, ammodernamento e adeguamento di assi viari secondari di collegamento con la viabilità principale (13.673.724 euro), per l’attuazione di interventi di efficientamento energetico negli edifici pubblici (5.036.975,64) e per la realizzazione di opere di trasformazione degli impianti di pubblica illuminazione con lampade a led e telegestione della rete (2.007.995,77).

“E’ un passo avanti significativo – sottolinea il vicesindaco Concetta Mancuso – Entro il 30 aprile, insieme agli altri Comuni ed enti coinvolti, presenteremo i progetti esecutivi, con il conseguente avvicinarsi della fase in cui le attività avranno concreto avvio. Previsti alcuni servizi in comune, che riguarderanno il turismo, la Polizia municipale, la Protezione civile, la creazione di un Ufficio unico di progettazione per intercettare finanziamenti esterni, il trasporto integrato per favorire la mobilità nell’area e la digitalizzazione dei procedimenti amministrativi”.

“L’ok alla Snai – dichiara il sindaco Gino Ioppolo – consentirà l’utilizzo di somme consistenti a beneficio del territorio, secondo un modello di sviluppo finalizzato a colmarne le carenze infrastrutturali e a valorizzarne le potenzialità. Ringrazio i sindaci degli altri Comuni dell’area per il lavoro portato avanti in piena sinergia insieme ai vari uffici e il vicesindaco Mancuso per avere coordinato, in maniera puntuale, tutte le attività sfociate in questo importante traguardo”.

Il modello di sviluppo a cui si ispirano i centri del Calatino è caratterizzato da interventi a favore: del rafforzamento del tessuto produttivo artigianale e agroalimentare; dell’innovazione del settore della didattica e dell’istruzione, coniugando tradizione e settori maggiormente propulsivi per consentire alle comunità di diventare, in modo stabile, luoghi in cui si generino progetti e capacità di governo; del rinnovamento dell’offerta sanitaria anche attraverso la deospedalizzazione e la costituzione di presidi sanitari decentrati; del miglioramento della mobilità e accessibilità, oggi grande nota dolente, sia fra i piccoli centri e Caltagirone, sia dell’area del Calatino con il resto della

Sicilia e del territorio nazionale, in questo caso mediante il miglioramento dei collegamenti con gli aeroporti di Catania e Comiso; della revisione dell’offerta culturale dell’area puntando soprattutto sulla creazione di una rete dei Comuni, attraverso adeguati processi di digitalizzazione, fondata sul polo museale regionale presso l’ex convento di Sant’Agostino su cui far convergere tutti i musei locali per una più piena fruizione e valorizzazione del grande patrimonio culturale esistente; dell’efficientamento energetico delle strutture pubbliche, che potrebbe favorire pure la crescita di nuovi mestieri.